L’articolo esteso daGiancarlo Scartozzoniper il Corriere Mercantile in merito all’appello a Ciampi e Scajola esteso dalla politica rapallese per riuscire a salvaguardare il futuro delle tradizionali sparate di mortaletti. Nel loro appello a Ciampi, i Consiglieri comunali paventarono una roboante protesta come le dimissioni in massa dell’intero parlamentino rapallese.
Fuochi, appello a Ciampi e Scajola

Rapallo –Dopo la doccia fredda, ultime speranze affidate al presidente della Repubblica e al ministro dell’Interno
Fuochi, appello a Ciampi e Scajola
Grande attesa per la comunicazione ufficiale prevista per oggi
RAPALLO –Un appello al ministro dell’Interno Scajola e al presidente della Repubblica Ciampi, parte da Rapallo in nome dei fuochi, minacciati di non poter essere sparati nel corso delle prossime feste patronali di luglio. L’iniziativa è di Roberto Di Antonio e Paolo Parma, due capigruppo di maggioranza nell’attuale giunta Bagnasco, hanno proposto una mozione di sentimento.
“I sottoscritti a conoscenza delle difficoltà prospettate per l’esecuzione delle tradizionali Feste Patronali, in riferimento alla sparata di mascoli liguri chiedono di poter relazionare il consiglio comunale di Rapallo e presentare proposte per i successivi interventi presso le autorità competenti, tali da modificare l’attuale stato di disagio dei massari dei sestieri cittadini per la prospettata non esecuzione delle tradizionali sparate”. Mozione votata all’unanimità e da inviare con urgenza al presidente della Repubblica Ciampi, al ministro dell’interno Scajola, ai senatori e deputati liguri e ad altri organi istituzionali.
Fuochi sì o fuochi no? L’attesa in città è palpabile, ieri per tutta la giornata il centralino del comune è stato subissato di telefonate, provenienti da Rapallo e da comuni limitrofi per conoscere l’evolversi della situazione. Oggi alle ore 9 sarà emesso un comunicato ufficiale, dopo gli incontri avuti con la polizia e il prefetto, ecco quanto emerge da un lapidario commento del vicesindaco Aldo Piccardo.
La doccia fredda, ovvero il “no” ai fuochi, è stato comunicato mercoledì sera in Consiglio comunale. Assente il sindaco Roberto Bagnasco, il vicesindaco ha letto un fax della prefettura, delle 19,34 che praticamente annunciava il divieto di fare i fuochi. Ieri la situazione è leggermente mutata con la proposta del “patentino” da fuochisti e la possibilità di salvare almeno la sparata dei mortaletti (quelli di giorno, che è effettuata dai vari sestieri a mezzogiorno del 2 luglio).
Occorre fare un passo indietro, alla serata di martedì, quando in Comune si è tenuta una riunione dei capigruppo, presenti anche i rappresentanti dei sestieri rapallesi. In quella sede era partita anche la proposta, in caso di risposta negativa ai fuochi da parte degli enti competenti, di dare vita a una proposta clamorosa: dimissione di tutto il consiglio comunale e “scoppio” di un caso nazionale. In teoria sarebbero dovute arrivare assicurazioni “politiche” da Roma che invece non sono arrivate. Mercoledì sera gli unici che hanno confermato le dimissioni sono stati i due consiglieri di Rifondazione Comunista, Riccardo Cecconi e Federico Pastore, Dagli altri banchi, sia della maggioranza come della minoranza, nessun segnale in tale direzione.
G. Carlo Scartozzoni
Didascalia della fotonell’articoloFuochi, appello a Ciampi e Scajola
La disposizione a terra dei mortaretti, più conosciuti come “mascoli”, prima del panegirico. Quest’anno, con tutta probabilità, la tradizione dei fuochi d’artificio a terra verrà interrotta a Rapallo ma anche in altre città del Tigullio per motivi di sicurezza.
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