Monumenti di rilievo nel Sestiere Seglio

Si ricordano alcune cappelle costruite all’interno di grandi ville. Ad esempio nella villa Molfino, poi Baratta, era inglobata la cappella di San Domenico, officiata con un decreto vescovile del 13 luglio 1667.

Nella villa Giustiniani (o palazzo della Stella) era costruita la cappella della Nativita’ di Maria; infine nella villa Miramare, sino all’anno 1908, esisteva una cappella dedicata alla Madonna di Montallegro, costruita nell’anno 1718.

Sulla costa di Lamborneo, presso il confine con la Parrocchia si Sant’Ambrogio, si trovano delle antiche cappellette, dedicate alla Madonna di Montallegro, in stato di semi-abbandono.

L’EX CONVENTO DELLE CLARISSE

Sempre nel Sestiere di Seglio sorge l’ex convento delle Clarisse con l’annessa ex chiesa di Santa Chiara, di cui ora si riferiscono le origini e la storia.

Era trascorso circa un secolo dalla chiusura del monastero di Valle Christi quando, la vigilia di Natale dell’anno 1633, veniva posta la prima pietra di un nuovo edificio destinato ad ospitare monache di clausura.

Rovine del Monastero di Valle Christi

Rovine del Monastero di Valle Christi

Come indicava la medaglia argentea incastonata nella roccia, il monastero venne intitolato a Santa Chiara di Monte Falco e l’opera era stata realizzata grazie alle generose donazioni dei rapallesi Sebastiano Figari, Andrea Castagneto e Paolo Bardi. Nell’atto redato dal notaio Agostino Bianchi nell’anno 1625, si legge che i donatori intendevano creare la sede per una comunita’ di Clarisse che potesse accogliere le Rapallesi che avessero voluto entrare a far parte dell’ordine. La costruzione del Monastero si protrasse per circa un cinquantennio e, se nel 1688 vi si celebro’ la prima Messa, soltanto nel 1691 vi facevano ingresso le prime religiose. Infatti, in quell’anno giungevano per ordine dell’Arcivescovo di Genova, le suore Agostiniane Limbania Serravalle e Barbara Pallavicini, del convento di S.Tommaso. Le religiose arrivarono via mare, a bordo della galera “Santa Maria”, che il 2 luglio, gettate le ancore nel golfo di Rapallo, saluto’ con salve di cannoni la nostra citta’ in festa per l’anniversario dell’apparizione di Nostra Signora di Montallegro. Dopo aver visitato le chiese processionalmente, il 5 luglio le due suore, unitamente ad un gruppo di monacande, si chiudevano nel monastero. L’Arcivescovogenovese aveva sottolineato l’avvenimento rilevando il fervore di pieta’ che animava i Rapallesi ed augurando che il nuovo cenacolo religioso potesse far rinascere quegli esempi di fede e santita’ che per lunghi secoli avevano trovato gentile terreno nel monastero di Valle Christi. Il 18 agosto 1691 il Papa Innocenzo XII concedeva al nuovo monastero l’indulgenza plenaria nel giorno della ricorrenza della Titolare. Ma quei primi anni di vita della comunita’ non dovevano essere tranquilli, dopo appena sei anni vennero sollevate eccezioni presso il Municipio, poiche’ erano state chiamate al monastero monache Agostiniane, anziche’ Clarisse, secondo il desiderio dei fondatori. Ne scaturi’ una causa che a Roma vide prevalere la tesi degli oppositori, sicche’ l’Arcivescovo di Genova richiamava nel 1698 le religiose Agostiniane alla sede di partenza. Intanto la proprieta’ del convento venne cinta da mura che sono ancora oggi visibili, a tratti, lungo la “creuza” (salita) di San Bartolomeo detta anche “creuza de muneghe”. Veniva successivamente chiamata a reggere il Monastero suor Maria Teresa Giannini, monaca professa di Santa Chiara del Convento di San Nicolo’ di Genova, ed iniziava cosi’ la vita serena della comunita, che ando’ finendo tra quelle mura che, dalla chiesa in riva al mare saliva ad abbracciare la soleggiata collina di Borzoli. Nel secolo XIX, pero’, il numero delle religiose ando’ via via riducendosi finche’ nel 1902 si ebbe la soppressione del Convento.

L' ex convento delle Clarisse

L' ex convento delle Clarisse

Anche l’edificio con le attigue costruzioni, subi’ varie modifiche e riduzioni nel primo dopoguerra. L’apertura della nuova strada nazionale aveva gia’ provocato, nell’anno 1841, la demolizione di un braccio del Convento, come si legge nel rendiconto annuale della comunita’ che registra la spesa di Lire 20 per i restauri che si erano resi necessari; in seguito si ebbero piu’ ampie trasformazioni, quando i locali vennero destinati dal Comune ad ospitare le Scuole Elementari “Antola”. Vennero rimossi anche gli arredi della Chiesa e la parte marmorea dell’altare, scolpita dallo Schiaffino nell’anno 1772, venne trasferitanel 1819 alla Basilica di Rapallo ed il tempio venne sconsacrato. Oggi, mentre il campanello della scuola accompagna l’ingresso e l’uscita degli alunni del Liceo Classico “Da Vigo”, dall’alto del piccolo campanile, e’ ormai muta la campana, che un giorno suono’ in nome di Santa Chiara. Intorno al 1970 la chiesa e’ stata restaurata e trasformata in teatro, il pregevole Auditorium delle Clarisse. In esso si tengono varie manifestazioni: prosa, musica, conferenze, congressi, ecc. E’ presente negli spazi a piano terra anche il rinnomato Museo d’arte “Gaffoglio”.

ALTRI EDIFICI RELIGIOSI

Non lontano, in via privata Santa Maria Ausiliatrice si erge il grandioso edificio ex albergo Regina Palace. L’albergo, in stato fallimentare, venne  riadattato e la direzione ed il suo funzionamento venivano affidati alle figlie di Maria Ausiliatrice o Salesiane di Don Bosco, trasformandolo in pensionato per signore e affiancando a questo un piccolo gruppo di bimbe orfane e di famiglie povere, nello spirito, nelle direttive e nella specifica fisionomia salesiana. Da alcuni anni, pero’, l’edificio è stato lasciato dalle Suore ed è tuttora chiuso.

Nel Sestiere Seglio si ricorda ancora la moderna chiesa delle Suore Orsoline, edificata intorno all’anno 1960 nelle vicinanze dell’albergo Bristol; l’ordine delle Suore Orsoline venne fondato dalla rapallese Brigida Morello, col titolo di Dame Orsoline di Piacenza..

In via Baisi, presso il confine con il Sestiere Borzoli, sorge il complesso del Nido di San Girolamo Emiliani; esso comprende la scuola materna e la scuola elementare ed è gestito dalle Suore Somasche.

Per concludere con gli edifici religiosi del Sestiere occorre nominare il più importante: il Santuario di N. S. di Montallegro, situato all’estremità nord-occidentale del territorio.

IL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DI MONTALLEGRO

La facciata del Santuario di Montallegro

La facciata del Santuario di Montallegro

Il Santuario di Nostra Signora di Montallegro è ubicato a m.612 sul livello del mare tra lecci secolari ed antiche querce, presso la cima del monte Rosa. La visuale che si gode dal Santuario è incomparabile e abbraccia gran parte del Tigullio. La festa della Madonna di Montallegro si celebra il 2 luglio, preceduta da una frequentatissima novena detta dell’”Alba”con celebrazione eucaristica alle ore 5.

I monumenti principali nei pressi del Santuario sono la Cappella di S.Anna e la via Crucis che porta sul monte Rosa.

L’edificio sacro fu costruito, secondo la tradizione, in seguito all’apparizione della Madonna avvenuta il 2 luglio 1557 al colono Giovanni Chichizola a mezzogiorno. L’icona lasciata dalla Vergine si venera nel Santuario.

I maggiorenti della citta’ di Rapallo ne chiamavano a disegnare la costruzione l’architetto Lagomaggiore, uno dei piu’ famosi maestri del secolo XVI; nel 1640 la chiesa fu ampliata e i lavori furono eseguiti da “mastro Tomasino”. L’attuale facciata progettata dall’architetto Luigi Rovelli, venne inaugurata il 21 giugno 1896; il campanile cuspidato venne realizzato nel 1907 sempre su progetto dello stesso architetto Rovelli.

Particolare dell'abside di Montallegro

Particolare dell'abside di Montallegro

L’interno e’  ad una sola navata, le cui dimensioni sono di m. 25×11. Le colonne sono di ordine corinzio con scannellature e screziate a lucido lustro. Nella parte superiore dell’abside vi e’ un affresco del Prof. Barabino (1867) rappresentante l’apparizione di Maria al Chichizola; dello stesso autore, nei peducci dell’arco, ci sono gli affreschi di Ester e Giuditta. Il rapallese Francesco Boero affresco’ la volta nei quattro medaglioni che illustrano i principali fatti di Montallegro.

Particolare del quadretto

Particolare del quadretto

Sull’Altare Maggiore si custodisce il quadretto taumaturgico, simulacro bizzantino risalente al XII secolo. Nel quadretto e’ rappresentato il transito di Maria; in alto sono dipinte tre figure d’uomo perfettamente uguali che vogliono rappresentare la S.S. Trinita’ ed hanno a sinistra una figura che vuole significare l’anima della Madonna. Attorno si vedono le figure degli Apostoli con altri Santi; a destra e’ la figura isolata di D.Pietro con un libro aperto tra le mani.

Le pareti del Santuario infine sono tappezzate di ex-voto donati da coloro che hanno ricevuto grazie dalla Madonna.

Adiacente al Santuario sorge l’oratorio del S.S. Crocifisso eretto nel 1831, a cui si accede attraverso un passaggio a sinistra dell’Altare Maggiore. Sulla parte destra rispetto al portale principale d’ingresso, si trova l’ex oratorio dei Santi Martiri Ursicino, Gervasio e Protasio, risalente all’anno 1788.

La cappella di S.Anna si trova lungo il suggestivo viale dei lecci che precede il Santuario e occupa propriamente la localita’ detta Monte Calvario. Essa e’ annessa al vecchio ospizio ed e’ stata edificata nel 1624; in un primo tempo era intitolata al Santo Sepolcro, ma dopo alcuni anni assunse il titolo di Sant’Anna. La festa si celebra il 26 luglio, preceduta da una devota novena. Le cappelle della via Crucis si susseguono lungo l’ampia mulattiera che dal Santuario conduce sulla cima del monte Rosa; sono quattordici e le raffigurazioni della “passione” di Cristo sono in ceramica.

Nel viale che conduce alla casa del Pellegrino (albergo, ristorante) si trovano alcune Cappelle che illustrano gli episodi della storia del Santuario e i Misteri della Chiesa. Al Santuario di Montallegro si accede mediante una strada carrozzabile lunga km.10,5 o percorrendo un’ampia mulattiera lunga km. 3,8, oppure infine, piu’ celermente, con la funivia; quest’ultima fu inaugurata il 29 agosto 1934.

LE VILLE

Villa Tigullio

Villa Tigullio

Nel SestiereSeglio sorgono numerose ville o palazzi di notevole pregio architettonico, Presso il giardino delle Rane (oggi Ezra Pound) si segnala il palazzo della Stella, oggi Macchiavello; l’edificio apparteneva in origine agli Ivrea, passo’ quindi nel 1694 ai Giustiniani, poi per matrimonio ai Turri sino al 1869. Infine il palazzo fu dell’ospizio di carita’ di Chiavari, prima di essere ceduto ai Macchiavello.

In Via Zunino si erge l’elegante palazzo dei Giganti, contrassegnato al civico n. 4; l’edificio, in stile liberty, prende il nome dal pregevole portale, ornato da due imponenti statue che, a guisa di carietide e telamon, sorreggono il soprastante poggiolo.

In piazzetta Don Bosco si trova la piccola, caratteristica Villa Riva, coronata da merlature, da guglie e da un curioso campaniletto cuspidato.

Nell’interno del parco Casale s’innalza la Villa Tigullio, un’elegante costruzione ottocentesca, sede della Biblioteca Internazionale “Citta’ di Rapallo” e del museo del Pizzo a Tombolo.

Villa Riva

Villa Riva

Il parco ebbe come iltima proprietaria la contessa Maria Casale, la quale nel 1940, lo cedette, insieme a villa Porticciolo, al Comune di Rapallo a condizione di favore. Il parco Casale costituisce una vasta zona verde ricca di alberi esotici, di aiuole, di prati all’inglese, di vialetti e di panchine.

Al margine del parco, praticamente sul mare, sorge la villa Porticciolo, che deriva il nome dall’antico riparo posto alla foce del rio Tuja. La punta su cui si erge si chiamava un tempo “Il Chioso”; intorno al 1650 apparteneva alla famiglia Forno, poi verso il 1680 passo’ a Paolo Maria Cattaneo. Nel 1717 venne costruita all’interno una cappella pubblica, quindi nel 1739 la villa passo’ agli Spinola e successivamente all’inglese Sir Henry Buff. Infine fu ceduta alla contessa Maria Casale. La villa Porticciolo ospita, durante la stagione estiva, varie manifestazioni e serate danzanti.

Villa Porticciolo

Villa Porticciolo

Sulla via Aurelia, di fronte al punto in cui si stacca Via Avenaggi, si erge la maestosa Villa Baratta. Anticamente appartenne ai Norero e ai Bardi; nel 1730, alla morte del sacerdote Gio Domenico Bardi, l’edificio passo’ al nipote di quest’ultimo Stefano della Cella e quindi a Francesco Maria Pini Molfino, nipote del precedente, la cui figlia si uni’ in matrimonio con Giacomo Baratta. Fra gli ultimi proprietari si segnalano gli Scribani Rossi.

Sempre sulla via Aurelia, si erge villa San Faustino, preceduta da un notevole portale barocco e da un parco ben curato.

ALTRI MONUMENTI DI RILIEVO

Nei”Giardini delle Rane” oggi dedicati alla scrittrice Ezra Pound, e’ situata l’originale “fontana delle rane” , nelle vicinanze si osservano due grossi “cannoni” che facevano parte delle opere di difesa del castello di Pagana, posto nel Sestiere di S.Michele.

Poco lontano si estende la piccola “spiaggia delle nagge”.

Il giardino delle Rane (oggi Ezra Pound)

Il giardino delle Rane (oggi Ezra Pound)

LA VALLE TUJA O VALLE DEI MULINI

Il rio Tuja ha origine da due impluvi posti rispettivamente a sud del Monte Rosa e ad ovest del Monte Castello; i due ruscelli si uniscono a quota 275, poco ad est della localita’ Castruzzo. Il Tuja, che dalle sorgenti alla foce e’ lungo km. 3,8, durante il suo breve e ripido corso presenta cascatelle e laghetti perenni veramente suggestivi, come ad esempio il laghetto con piccola grotta, in localita’ Aegöea e il lago Tempöiou (temporaneo), dove l’acqua scompare per apparire piu’ in basso. La valle presenta un microclima particolare per cui anche la vegetazione e’ particolarmente significativa.

Come si diceva questa valle ospitava nel passato maestosi mulini ad acqua, per cui era chiamata Valle dei Mulini; questo perche’ nel vallone scaturiscono numerose sorgenti perenni con abbondante acqua durante tutto l’anno, come ad esempio la fontana “Pigögiosa” la fonte di Canepa e la fontana di “Löea”.

Un mulino nella valle del Tuja

Un mulino nella valle del Tuja

Ritornando ai mulini si segnalano il mulino Pastene (o mulino Seglio), ancora in funzione, provvisto di due ruote verticali esterne; la canaletta dell’acqua e’ ormai caratteristica e piu’ a monte scavalca il rivo su un piccolo ponte. Poco piu’ in alto si notano i ruderi di un altro mulino e in questo caso la canaletta  sovrapassa il viottolo pedonale su un antico arco.

Nei dintorni della casa Campodonico si notano i resti di un terzo mulino, mentre a quota 140 circa sorgevano i mulini Co’, vale a dire i mulini piu’ elevati; di questi restano pochi ruderi. L’acqua viene portata al mulino tramite canalette che hanno origine dal torrente stesso; poi essa confluisce in un’ampia vasca di raccolta e quindi, mediante l’alzamento di una chiusa viene fatta defluire sopra una ruota verticale esterna che, girando, da’ movimento ad una ruota dentata interna e ai successivi ingranaggi.

Nell’alta Valle Tuja, lungo la mulattiera che collega il Santuario di Montallegro con Sant’Ambrogio, in localita’ “Ciappöeia” dove un tempo esisteva una piccola cava di ardesia, a monte del viottolo, si nota un grosso macigno dove e’ incisa una scritta, ormai pressoche’ illeggibile. Essa dice: - Memoria di Zoagli dell’anno 1879 – E’ stata ritrovata questa strada che conduce a Monte Allegro – superiori Merello Tommaso e Giuseppe Campodonico direttori – con la fabbriceria di Sant’Ambrogio e con la fabbriceria di Rapallo -

Il giorno ventidue del mese di Aprile dell’anno 1993 e’ costituita l’Associazione Culturale Comitato Sestiere Seglio – San Rocco, con registrazione in Rapallo il 7 maggio 1993. La stessa, nell’ambito della propria attivita’ culturale, si e’ impegnata negli anni recenti ad allestire presepi, mostre ed in ultimis ad organizzare rassegne di commedie in vernacolo genovese presso l’Auditorium delle Clarisse con scopo benefico.

ex libris: Pier Luigi Benatti – Maria Angela Bacigalupo – Fulvio Tuvo

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Sestiere Seglio novembre 11, 2006 Cultura