STORIA e TRADIZIONE: I Sestieri ieri e oggi

Anticamente il Capitaneato di Rapallo era diviso in sei quartieri: Borgo, l’attuale centro delimitato dalla cinta ferroviaria, Pescino (ovvero il territorio compreso fra Portofino e Santa Margherita Ligure), Olivastro (San Michele, Costaguta, San Lorenzo, San Massimo e S. Andrea di Foggia), Amandolesi (territorio corrispondente alle attuali frazioni di San Martino di Noceto, S. Maria del Campo, San Pietro di Novella, Montepegli, San Quirico e gli attuali sestieri di Cerisola e Cappelletta), Borzoli (che comprendeva San Maurizio di Monti, gli attuali sestieri di Borzoli e di Seglio, S. Ambrogio, Zoagli, Semorile e San Pietro di Rovereto) ed Oltremonte (Lorsica, Verzi, Figarolo, Malvaro, Monleone, Cicagna, Gattorna, Moconesi, Canevale, Orero, Dezerega, Coreglia, Certenoli, Aveggio e Cichero). L’accezione moderna risale al XIX secolo

Oggi il termine “sestiere” indica una porzione del territorio rapallese, un tempo denominato “Cappella” (in effetti, nel suo territorio è presente una cappella o una chiesa), ma è soprattutto un insieme di persone, che hanno come scopo precipuo mantenere vivo il legame di Rapallo con la sua Patrona e perpetuare le tradizioni in suo onore. Dal 23 maggio al 4 luglio ogni componente del sestiere, chiamato“massaro”, si adopera perché ciò avvenga e affinché il suo “sestiere” dia il meglio.

Traccia dell’antica denominazione rimane solo negli odierni Borzoli e Seglio, la zona orientale della nostra città, che, nel XIX secolo, era chiamata “Borzoli del Seglio” (zona più orientale) e “Borzoli di San Bartolomeo”.

San Michele, anticamente nel sestiere di Olivastro, copre un territorio, che coincide con quello, in territorio rapallese, dell’omonima parrocchia, dalla quale prende il nome. Il suo protettore è l’arcangelo MIchele. Azzurro è il colore delle bandiere che durante le festività imbandierano il sestiere.

Seglio faceva parte di Borzoli e nel suo territorio sorge la chiesetta di San Rocco, protettore dei pellegrini, degli appestati e più in generale dei contagiati. Da qui il giallo della bandiera, colore simbolo di contagi , pestilenze, malattie.

Borzoli, che conserva il nome dell’antico sestiere, ha adottato il color rosso, che ricorda il martirio del suo Patrono, San Bartolomeo.

Cerisola, inclusa in Amandolesi , ha adottato il colore bianco, omaggio alle insegne vescovili di S. Agostino.

Cappelletta, un tempo era territorio di Amandolesi Ha bandiera color arancione, a ricordo del suo terreno in gran parte argilloso, e in S. Anna la protettrice.

Costaguta era parte di Olivastro, come San Michele. Il verde delle sue colline dei suoi boschi caratterizza la bandiera. San Gervasio e San Protasio, titolari della chiesetta che sorge nel suo terri- torio, sono i suoi protettori.

 

I SESTIERI DI RAPALLO

Realtà attuale e viva del tessuto urbano, traggono origine dai remoti quarteri medioevali. I primi due quarteri di decimazione indicati nel 1143 corrispondono, in linea di massima, agli attuali territori comunali di Rapallo e Zoagli: un’area, dunque, ben più vasta di quella relativa alla Rapallo attuale. E’ del Duecento la suddivisione di Rapallo nei quarterii Borculi (Pron. Borsuli) e Mandulexi (Pron. Man- duleji). Elevata la Podesteria Rapallese a Capitaneato nel 1608, il suo territorio andò a comprendere, oltre ad un vasto entroterra, l’inero Tigullio occidentale, con gli attuali Comuni rivieraschi di Portofino, Santa Margherita, Rapallo e Zoagli. Allora i quarteri in cui si suddivideva il territorio erano sei, come sei sono gli attuali Sestieri. Resta oggi traccia della ripartizione secentesca negli odierni Borzoli e Seglio. Borzoli, già Borculi nel Duecento, copriva appunto la fascia costiera orientale del Capitaneato, includendo la zona del comune di Rapallo oggi coperta dai citati rioni attuali i quali, soltanto un secolo fa, venivano detti Borzoli del Seglio e Borzoli di San Bartolomeo

SAN MICHELE

San Michele sin dal 1600 aveva l’onore di sparare i mortaletti per le festività in onore della Madonna di Montallegro…» Nel 1600, San Michele infatti, diversamente da ora, costituiva una porzione del protosestiere di Pescino. San Michele si sviluppa attorno all’omonimo borgo marinaro, Frazione di Rapallo confinante col comune di Santa Margherita Ligure, ospita in riva al mare un piccolo parco monumentale dedicato ai Caduti della Grande Guerra.

San Michele accende i propri fuochi all’antica presso i Giardini dei Partigiani, come Costaguta: attraverso i giardini stessi, infatti, passa il confine tra i due sestieri. I Panegirici, oggi stesi sul Lungomare di Rapallo, terminavano fino ad alcuni decenni or sono sul Molo Langano di allora (il Porto Carlo Riva non era ancora stato costruito), con il consueto e fragorosissimo ramadan.

SEGLIO – SAN ROCCO

Sestiere Seglio, detto anche San Rocco dal Santo Patrono,… …occupa il settore orientale del Comune di Rapallo. Il toponimo “Seglio” deriva dalla voce dialettale “seggio” che significa sedile; questo per la conformazione a sedile del territorio del Sestiere. Anticamente Seglio apparteneva al Sestiere di Borzoli, uno dei sei Sestieri che componevano il Capitaneato di Rapallo; nell’anno 1608 l’attuale Sestiere Borzoli ed il Sestiere Seglio insieme contavano 925 abitanti distribuiti in 200 fuochi. Questi due sestieri sono rimasti unificati a lungo, tanto è vero che ancora intorno al 1930 si parlava di Borzoli di qua di San Bartolomeo e di Borzoli di là con la Cappella di San Rocco.

Il Sestiere Seglio-San Rocco, come tutti gli altri, ha iniziato a “sparare” mortaretti in onore della Ma- donna di Montallegro sin dagli anni del primo ’600; col passare del tempo i “fuochi” si sono perfezionati e sono nate le prime “cannette”, finché nei primi anni del secolo XX, Seglio ha iniziato a partecipare al “Palio dei Sestieri”.

Nei primi tre giorni di luglio i “mortaretti” venivano sparati nel “giardino delle rane”, oggi Ezra Pound, mentre lo spettacolo pirotecnico vero e proprio veniva effettuato sul pennello delle “Nagge”. La “sparata del Panegirico” del 2 luglio era organizzata sul lungomare di Rapallo con inizio sul ponte presso l’antico Castello e il “Ramadan” preparato presso il monumento a Cristoforo Colombo…” Ancora oggi Seglio accende le proprie sparate all’antica presso l’antico sito, ed organizza sulla Passeggiata a mare i Panegirici. Quanto ai finali, fino al duemila essi trovavano posto sul molo Ampoixi; oggi, invece, vengono posizionati su chiatta galleggiante».

BORZOLI

Il Sestiere Borzoli occupa la zona centro – orientale di Rapallo, inerpicandosi sulla collina di San Bartolomeo, a monte il suo territorio urbano. Borzoli, sotto il nome di “Borculi”, costituiva già nel XII secolo una porzione del territorio rapallese, assieme all’allora rione “Mandulexi”.

Nel 1600, Sestiere di quello che fu il Capitaneato di Rapallo, Borzoli si estendeva ben oltre agli odierni confini, comprendendo le terre degli attuali Sestiere Seglio e comune di Zoagli, fino al confine con Chiavari. Un area enorme, quindi, di cui oggi resta solo il cuore, con le antiche case del centro storico orientale, il Castello sul mare, gli olivi di San Bartolomeo e l’omonima chiesetta, centro religioso del Sestiere che si affida alla benevolenza dell’Apostolo ed alla veneratissima Regina di Montallegro.

Raccogliendo la quattrocentenaria eredità degli antenati, Borzoli saluta i “Tre Giorni della Madonna” (1,2,3 Luglio) partecipando al tradizionale e “rapallino” rituale di pirotecnica antica, occupando con secentesche “sparate” la spiaggia antistante il Castello ed offrendo nel contempo al suo pubblico, al pari degli altri Sestieri, i giochi cromatici “moderni” delle migliori aziende pirotecniche nazionali.

Per concludere accenniamo a due curiosità in fatto, rispettivamente, di fuochi all’antica ed alla moderna: eredità raccolta dal Sestiere è la “Sparata dei Ragazzi” che, preparata un tempo dai giovanissimi “Rapallini”, si svolgeva in Borzoli: Borzoli che sul fronte della pirotecnica attuale saluta ogni anno il passaggio della Processione Mariana con il coloratissimo incendio del Castello»

CERISOLA

«…Il toponimo “Cerisola” compare per denominare due cappelle rurali site nel cuore dell’attuale Sestiere… Erano sicuramente zone destinate alla coltura dei ciliegi in un borgo dall’economia diversificata, ma basata essenzialmente sull’agricoltura. Nel successivo evolversi della città, il nome “Cerisola” va a denominare uno dei Sestieri nati dalla divisione del più antico Quartiere Amandolesi (XII secolo).

L’odierno Sestiere Cerisola comprende la parte centro occidentale del centro storico rapallese, con monumenti quali la Chiesa Parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio e gli Oratori detti Dei Bianchi e Dei Neri, quest’ultimo dominato dalla medioevale Torre Civica. La zona rurale di Cerisola si sviluppa sulla ridente collina di San’Agostino, ove risiede l’omonima chiesetta, centro religioso del Sestiere; Sestiere che, tuttavia, ha come patrono tradizionale San Giuseppe.

Durante le Feste di Luglio Cerisola saluta la Vergine di Montallegro dalla Spiaggia dei Bagni Lido con i secenteschi mortaletti liguri. Da questo sito, che sempre rimane nel cuore e… nella progettualità dei suoi massari, il Sestiere tradizionalmente lanciava anche i suoi fuochi colorati, oggi preparati su chiatta galleggiante. Il Panegirico del Sestiere Cerisola sfila per la passeggiata a mare e termina col tradizionale e fragoroso Ramadan ai piedi della la Statua di Cristoforo Colombo, presso i Bagni Lido e quindi entro i confini del Sestiere.

CAPPELLETTA

Il Sestiere Cappelletta comprende la zona di Rapallo «…che approssimativamente è situata tra il rio Cereghetta, il fiume Boate ed il suo affluente San Pietro ovvero, grosso modo, la piana della parrocchia di Sant’Anna e la parte più interna di quella dei SS. Gervasio e Protasio»: l’unico di Rapallo a svilupparsi nell’immediato entroterra.

Apparteneva, all’epoca del Capitaneato di Rapallo, ovvero già nel XVI secolo, allo storico e più grande sestiere Amandolesi e veniva menzionato come “la villa di Cappelletta”». Il nome “Sestiere Cappelletta” e “massari” del Sestiere Cappelletta appaiono verso la fine del XIX secolo ed inizio del XX, mentre durante il XIX veniva menzionata come una delle sei cappelle “onde si divide il paese”». Cappelletta oggi si presenta come Sestiere fortemente urbanizzato, pur comprendendo anche zone rurali. Durante le Feste di Luglio, i suoi massari accendono i mortaletti presso i bagni Lido e dunque in Cerisola, secondo accordi ormai consolidati facenti capo alle più svariate esigenze pratiche. Pertanto l’intera zona sita presso ed entro il citato stabilimento balneare risulta divisa in due zone di competenza, una per ciascun comitato.

Quanto al centro religioso del Sestiere, tutto quanto appare oggi in evoluzione: sotto il profilo storico, esso è rappresentato dalla piccola cappella della Patrona Sant’Anna. Tuttavia l’omonima Parrocchiale, già oggi non più coincidente con tale edificio sacro, verrà presto sostituita da un’ulteriore nuova chiesa, più spaziosa dell’attuale.

COSTAGUTA

«…Il toponimo Costaguta ha origine evidentemente da Costa Acuta, vale a dire costiera piuttosto ri- pida e slanciata…» ed infatti il territorio del Sestiere si sviluppa nei boschi che ricoprono l’acuta displuviale che separa il Golfo di Rapallo dall’amena Baia di San Michele di Pagana (zona sud – occidentale di Rapallo). «…Nel passato Costaguta era compresa nel Sestiere detto “Olivastro” (Una delle zone in cui era suddiviso il secentesco Capitaneato di Rapallo N.d.R.), toponimo che si riferiva alla presenza del- l’ulivo su queste colline.

Nello stesso Sestiere erano anche compresi l’attuale Sestiere di San Michele di Pagana, nonché le parrocchie di San Lorenzo della Costa, San Massimo e Foggia. Nell’anno 1608 all’epoca dell’istituzione del Capitaneato di Rapallo, la “villa di Costaguta” contava 149 abitanti, distribuiti in 35 “fuochi”. L’influenza ambrosiana sulla chiesa rapallese risale agli anni che vanno dal 586 al 644, quando i Vescovi di Milano, di fronte all’invasione dei Longobardi, trasferirono la loro sede a Genova. Nel 1118 il papa Gelasio II consacrò la Parrocchia di Rapallo ai Santi Gervasio e Protasio.

La tradizione lega da sempre il nome di questi due Martiri al Sestiere Costaguta: infatti secondo la leggenda i Santi Gervasio e Protasio durante la loro opera apostolica passarono da Costaguta. A loro è dedicata la piccola chiesa nel bosco in località Chiosa costruita nel 1935 con le donazioni di varie famiglie e di tutta la popolazione del Sestiere». Il Comitato, oggi, accende i suoi fuochi all’antica nei Giardini dei Partigiani, presso il Porto Carlo Riva.

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Sestiere Seglio maggio 21, 2012 Storia e Tradizione